Alfredo Anzalone, Raffaele Cannizzaro, Francesco Ferace sono cittadini onorari di Cosenza

COSENZA – Alfredo Anzalone, Raffaele Cannizzaro, Francesco Ferace. Tre uomini che, per un periodo, hanno svolto il loro incarico di vertice a Cosenza, rappresentanti dello Stato sul territorio, espressione di un impegno sinergico a difesa del bene comune.

A loro il Consiglio Comunale di Cosenza, presieduto da Pierluigi Caputo – che nel suo saluto iniziale ha significativamente citato Sant’Agostino dicendo “le parole insegnano ma gli esempi trascinano” – ha conferito la cittadinanza onoraria, alla presenza dell’arcivescovo emerito Salvatore Nunnari, già cittadino onorario di Cosenza, e di diverse autorità civili e militari, tra le quali il Procuratore della Repubblica di Cosenza Mario Spagnuolo ed il Prefetto di Cosenza Gianfranco Tomao.
Una cerimonia sentita, che ha radunato nella sala del Consiglio comunale di Cosenza anche molti di quanti hanno collaborato con il questore Anzalone, con il Prefetto Cannizzaro e con il Comandante dei Carabinieri Ferace, durante la loro permanenza a Cosenza.
Consiglieri relatori, Alessandra De Rosa, Michelangelo Spataro e Gisberto Spadafora.
“Sua Eccellenza il Prefetto Raffaele Cannizzaro – ha detto il consigliere De Rosa – ha rappresentato per l’Amministrazione comunale un costante punto di riferimento laddove si è trattato di dover fronteggiare situazioni difficili e che, grazie ai suoi preziosi suggerimenti, alla sua grande capacità di ascolto, al suo impegno diuturno al servizio dello Stato e delle istituzioni territoriali, sono state positivamente avviate a soluzione. È di tutta evidenza come un ruolo non trascurabile abbia giocato la componente umana e caratteriale che – pur senza essere mai disgiunta dall’autorevolezza e dal rigore che a lui derivano dal rivestire funzioni delicate ed importanti – ha rappresentato nel contributo che il Prefetto Cannizzaro ha dato alla città, un supporto considerevole. È a queste qualità, alle qualità dell’uomo ancor prima che a quelle del rappresentante territoriale del Governo, che il Comune di Cosenza ha guardato e guarderà oggi all’atto del conferimento della cittadinanza onoraria a S. E. il Prefetto Raffaele Cannizzaro, uomo del fare, della concretezza e della tempestività”.
Michelangelo Spataro, oggi assessore, ha ripercorso la carriera del col. Francesco Ferace e le non poche onorificenze che gli sono state attribuite, tra le quali ricordiamo quelle di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana; la Medaglia Militare d’oro con Stella al Merito di Lungo Comando; la Croce d’Oro per Anzianità di Servizio Militare. “La mia richiesta – ha detto Spataro – nasce dalla convinzione che, quando l’impegno lavorativo va oltre quello che è il normale svolgimento dell’attività ed il comune senso del dovere, ci troviamo di fronte a qualcosa di speciale che, come tale, va esaltata e giustamente riconosciuta”.
Anche nelle parole del consigliere Gisberto Spadafora c’è il ripercorrere il brillante percorso professionale di Alfredo Anzalone, ultima la prestigiosissima nomina a Dirigente Generale di Pubblica Sicurezza. “Ma ciò che mi preme evidenziare oggi, in questa sede – ha sottolineato il consigliere Spadafora – è l’aspetto umano, la sua grande capacità di tutelare la legalità unendo la fermezza del ruolo alla sensibilità d’animo. Un uomo a cui piace fare il proprio lavoro, un uomo che non si è posto alla guida di un territorio da dietro una scrivania osservando la città dalle finestre del palazzo, ma che ha voluto conoscere Cosenza nelle sue mille sfaccettature ed ha operato con grande rispetto nei confronti dei cittadini, convinto che “l’ascolto” sia un’importante forma di democrazia. Il questore Anzalone si è reso protagonista di importanti operazioni di polizia che hanno portato all’arresto di pericolosi latitanti e di numerosi criminali dediti alla commissione di gravi reati, riuscendo a garantire sempre la sicurezza dei cittadini e contribuendo ad accrescere e rafforzare quella fiducia che in ogni singola comunità non deve mai venir meno sia verso le istituzioni sia verso le forze dell’ordine”.

Ai neo cittadini onorari di Cosenza ha portato il saluto del Presidente della Provincia Franco Iacucci, il consigliere Marco Ambrogio, presente in aula nella doppia veste di consigliere comunale e provinciale.

Nelle prime parole del Sindaco Mario Occhiuto il sentimento di affettuosa vicinanza ai tre cittadini onorari, “oggi è una sorta di rewind della mia esperienza – ha detto – e, riavvolgendo il nastro, torno ai giorni del mio esordio, pieni di buone intenzioni ma anche di tante incertezze. Aver incontrato queste tre persone straordinarie in quella fase ha reso il mio percorso più facile. E se oggi penso di poter dire di avere contribuito a migliorare la città, è soprattutto merito della sinergia istituzionale di quegli anni”. Tre uomini che, nelle parole del Primo Cittadino, “non erano lo Stato sul territorio ma lo Stato con il territorio. Tre personalità, espressione non solo di rigore istituzionale ma anche di cortesia, di garbo, di un approccio positivo ai rapporti umani”. Il Sindaco Occhiuto ha ricordato “la sinergia fitta fra le tre personalità, che non hanno mai fatto mancare il loro supporto nei momenti di difficoltà. Penso ai protocolli sottoscritti, all’incendio nel campo Rom, al supporto nelle procedure di gara, alla ristrutturazione e legalizzazione del sistema delle cooperative, e tante altre cose ancora. Il conferimento della cittadinanza onoraria è un omaggio dovuto ed anche un modo per legare per sempre il loro nome alla nostra straordinaria città”.
Accompagnato dall’emozione l’intervento del Prefetto Raffaele Cannizzaro, “quando, con i miei collaboratori, parlavamo di futuro – ha ricordato – dicevo che nel giro di sei mesi sarei stato dimenticato. Oggi sono felicissimo di dire che mi sbagliavo, tanto più perché ritrovo non solo l’apprezzamento per le ragioni professionali ma il ricordo dei rapporti personali”. Dei circa tre anni trascorsi a Cosenza, il Prefetto Cannizzaro, prossimo a concludere il suo attuale incarico a Perugia, ricorda la grande collaborazione, con il questore Anzalone ed il col. Ferace, e tra loro e le istituzioni locali, “non c’è stata alcuna differenza di ruolo, si è lavorato sperimentando, era anche per me la prima sede di servizio da vertice, nessun ostacolo al ragionamento e al gioco di squadra. Lo voglio sottolineare, mai un’esperienza è stata così intensa e collaborativa. Il fatto che le squadre abbiano funzionato così bene è ciò che ci ha consentito di conseguire risutati apprezzabili. Molte volte sono tornato a Cosenza in questi quattro anni – ha concluso – e continuare a tornare, questa volta da cittadino, è per me è uno straordinario valore aggiunto”. Sull’onda dell’emozione anche l’intervento del col. Francesco Ferace, le sue sono parole di ringraziamento per tanti ma soprattutto “per i miei ufficiali, i miei carabinieri, senza i quali non avrei potuto raggiungere questo prestigiosissimo riconoscimento che mi emoziona e mi fa pensare che il tempo trascorso a Cosenza in modo eccezionale, è stato una sinergia di intenti non comune, un periodo fortunatissimo con S.E. Cannizzaro che è stato il trascinatore, un uomo che onora la Repubblica con impegno e spessore, con il questore Anzalone, un fratello e un amico vero, e così anche con il col. Curcio della GdF. Ringrazio tutta la città che ci ha accolti come solo la gente di Calabria sa fare. L’unico pensiero che posso scovare nel mio animo guardando indietro – ha concluso – è il grande affetto che ho avuto per la gente della provincia di Cosenza e per i cosentini in particolare, la città mi ha sempre affascinato per la sua storia, per la sua cultura, per il suo stile”. Lo ricordiamo bene il questore Alfredo Anzalone come uomo di poche parole e di grande razionalità, come si descrive lui stesso. A Cosenza, in occasione del conferimento della cittadinanza onoraria, lascia un solo ma straordinario messaggio, “quello che mi fa piacere ricordare è la signorilità che vi contraddistingue come cittadini e che ho trovato anche nelle istituzioni. Grazie.”

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