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Rende, studentesse vietnamite si laureano fra i capolavori di Mattia Preti

unical_centro_storico_1RENDE (COSENZA) – L’Università della Calabria approda nel centro storico di Rende. Undici studenti, comprese quattro ragazze vietnamite, hanno conseguito la laurea in Valorizzazione dei Sistemi Turistico-Culturali nella seduta sperimentale all’interno del museo civico di Rende, fra i capolavori di Mattia Preti. Una seduta di laurea che prosegue il rapporto di collaborazione fra l’Unical e il Comune di Rende avviato da tempo e perfezionato da un protocollo di intesa fra l’Ente e l’Ateneo di Arcavacata.

“L’Unical rappresenta per noi un polmone intellettuale e un serbatoio di talenti. Le sedute di laurea nel centro storico rappresentano lo spirito di questa amministrazione comunale e la mission di Fare R(e)nde. Il fatto che quattro ragazze vietnamite si siano laureate nella città vecchia testimonia anche la nostra vocazione ad ospitare e intercettare le intelligenze di chi sa apprezzare e valorizzare la grande bellezza storica e artistica dei nostri borghi”.

E’ quanto sostengono Marcello Manna e Marina Pasqua, rispettivamente sindaco di Rende e assessore al Centro storico che hanno partecipato alla fase inziale delle sedute di laurea (altre sono previste in autunno), alla presenza della commissione esaminatrice di cui hanno fatto parte anche il prorettore dell’Unical, Guerino D’Ignazio e il professor Tullio Romita, docente dell’Università della Calabria.

“Dalla collaborazione – aggiungono Marcello Manna e Marina Pasqua – con Viaggiart fino all’apertura della scuola di liuteria del maestro Emilio Natalizio, allievo di De Bonis, il centro storico si candida sempre di più ad essere polo attrattivo della triangolazione fra sapere, tradizioni, turismo e culture. La scuola di alta formazione per il restauro (Core) e l’apertura del cinema Santa Chiara, il più antico della Calabria (1925) completano un quadro virtuoso. Chi viene nella nostra città vecchia può mangiare e bere bene, vedere film in una cornice suggestiva, visitare musei con opere prestigiose e lasciarsi rapire dal talento di liutai come Emilio Natalizio, che tramandano un sapere antico. Questa è la città che stiamo costruendo, quella lontana da modelli di sviluppo legati al cemento e alla massificazione del consumo culturale tipico di certe manifestazioni tutte calabresi”.

“E c’è da aggiungere – terminano il sindaco e l’assessore al Centro storico – il senso di comunità che si respira nella vecchia Rende. Sulla terrazza di “Finuzzu”, luogo dove un cittadino modello ospita la gente per proiezioni suggestive delle commedie all’italiana, si respira un clima disteso, di collaborazione, di unità fra tutti i componenti di una città che include, ospita, accoglie. L’amministrazione comunale non può che essere orgogliosa di questo nuovo corso nel centro storico”.

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