Librincomune, il 22 aprile al Teatro Rendano, la presentazione del nuovo libro di Riccardo Nencini, “Condannato a morte” | Cosenza Page CosenzaPage

Cosenza Page Quotidiano Online | cronaca, news, notizie, sport, politica, chiesa, attualita', Cosenza, Rende, cosentino, Calabria

Librincomune, il 22 aprile al Teatro Rendano, la presentazione del nuovo libro di Riccardo Nencini, “Condannato a morte”

Ritorna a Cosenza per presentare il suo nuovo libro il senatore Riccardo Nencini, Presidente della Commissione Istruzione, Cultura, Spettacolo e sport del Senato.

Il 10 dicembre dello scorso anno, a Palazzo dei Bruzi, aveva presentato, su invito del Sindaco Franz Caruso, il suo romanzo storico “Solo”, edito da Mondadori e dedicato alla figura di Giacomo Matteotti. Venerdì 22 aprile, alle ore 18,00, nella Sala Quintieri del Teatro “Rendano”, nell’ambito della rassegna “LIBRINCOMUNE”, il senatore Nencini terrà una lectio magistralis sul suo nuovo libro, “Condannato a morte” – Il viaggio di Dante tra Toscana e Romagna, pubblicato dalle edizioni Polistampa. Il programma dell’incontro prevede i saluti istituzionali del Sindaco Franz Caruso. Con l’autore del libro dialogherà il Presidente dell’Accademia Cosentina, Antonio D’Elia. A moderare l’incontro sarà la consigliera comunale delegata alla Cultura, Antonietta Cozza che è anche la curatrice di “LIBRINCOMUNE”.

Advertisement

È quasi un eroe tragico il Dante Alighieri ritratto da Riccardo Nencini in “Condannato a morte”, incentrato sul viaggio compiuto nel 1302 dal Divin Poeta per sfuggire a un destino terribile.

Nencini è da sempre uno storico attento alle vicende toscane del Medioevo e del Rinascimento. In “Condannato a morte” ci mostra un Dante che si ritrova solo, pieno di dubbi, ma deciso a vendere cara la pelle. I Guelfi Neri, appoggiati da Carlo di Valois, hanno conquistato Firenze, i Bianchi sono in fuga e tantissime sono le condanne a morte. Lo stesso Alighieri è accusato di corruzione, baratteria, estorsione e altri reati: i suoi beni sono stati sequestrati e il suo nome è stato infisso nel Libro del Chiodo, tra i nemici della patria da catturare e da bruciare sul rogo. “In quel triennio da carnevale macabro” – spiega l’autore – “il Mugello gli spalancò le porte. Quassù, e in Casentino e in Romagna, Dante assaporò quel pezzo di pane che altrove gli era stato negato”. Il percorso verso Ravenna, raccontato con la verve e l’eleganza del romanziere, ricco di digressioni tra passato e presente, passa per luoghi suggestivi e carichi di fascino come il monte Falterona, il castello dei Conti Guidi a Poppi, la cascata dell’Acqua cheta o la fortezza di Montaccianico. Le fotografie a colori accompagnano la lettura di un testo eclettico e ricco di sorprese: “non è un libro di storia”, scrive infatti il professor Franco Cardini, “è un atto d’amore per queste terre”.

Advertisement
Advertisement

Commenta