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Castrovillari, prima edizione dell’Estate di San Martino. L’agroalimentare come ulteriore motore di crescita per il territorio

Castrovillari agroalimentareCASTROVILLARI (COSENZA) – La crescita dei Territori passa pure attraverso un adeguato sostegno alle produzioni tipiche che, se ben correlate, possono divenire, con un apposito lavoro di rete, un ottimo propulsore per lo sviluppo autoctono della nostra regione nell’ambito irriformabile di agricola e nel ruolo congeniale di penisola turistica mediterranea.
E’ quanto è emerso dalla Tavola rotonda svoltasi nel Castello Aragonese sul tema “Lo Sviluppo dell’agroalimentare: dall’olio extravergine al vino novello, quali strategie?” svoltasi la sera dell’undici novembre, coordinata dal giornalista- sommelier Tommaso Caporale -promoter dell’appuntamento- nella prima edizione dell’Estate di San Martino, in programma sino al 13 novembre e voluta dall’Amministrazione comunale di Castrovillari per informare e formare, a cui hanno preso parte il Sindaco, Domenico Lo Polito, l’Assessore alle Politiche Turistiche ed Agricole del Comune, Francesca Dorato, il Presidente del Parco Nazionale del Pollino, Domenico Pappaterra, Fortunato Amarelli per l’omonima famosa Fabbrica di Liquirizia, il giornalista Luigi Salsini, neo presidente di Fare Calabria (per far conoscere ed interfacciare le nostre eccellenze nel mondo), Angelo Rosa, presidente del Consorzio Fichi di Cosenza ed il consigliere regionale Mauro D’Acri. Hanno preso la parola pure Luigi Gallo dell’ARSAC che ha offerto un contributo sulla produzione della cipolla bianca di Castrovillari e il consigliere Peppino Pignataro che ha rilanciato ruolo e funzioni delle concertazioni ed unità territoriali per le colture esistenti.

Ciascuno ha messo in luce -con propri approcci- la portata dell’enogastronomia per ogni area della Calabria, a partire dalla Zona del Pollino e dal nostro distretto agroalimentare, caratterizzati da ecotipi di eccellenza che si generano e si esportano, facendo dei nostri manufatti veri e propri valori aggiunti grazie alla qualità e sapiente trasformazione di questi che hanno bisogno solo di determinazione, passione oltre che di un vero accompagnamento per essere valorizzati e quindi assecondare le vocazioni che li rendono eccellenti e ricercati sui mercati del mondo, grazie all’accettazione del rischio e al perseguimento dell’efficienza da parte delle capacità degli uomini e donne del lavoro che si spendono per loro.

Ecco perché questa iniziativa- come è stato detto e ribadito da più parti- è un punto di partenza per rilanciare il Territorio con le sue peculiarità, un laboratorio in progress per suscitare interesse e rafforzare le azioni verso le filiere del vino che anche qui hanno storia come le altre biodiversità, disseminate tra pianura ed aree interne, bisognose solo di essere aiutate con atti concreti e politiche mirate -come offrono già le misure del Piano di Sviluppo Rurale- per ridestare la risorsa dell’iniziativa e dell’intrapresa, quella , poi, che ha decretato il successo di tante produzioni made in Calabria, il Cuore della dieta mediterranea, sinonimo di alimentazione sana, naturale e responsabile.

Temi, questi, ultimi che sono stati affrontati questa mattina, 12 novembre, con le scuole.

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