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La campanella è suonata, in Calabria iniziano le quarantene. Ci è sfuggito qualcosa?

La campanella è suonata per tutti i 7milioni 400mila studenti italiani. Di questi, 277mila sono alunni con disabilità, mentre sono 368mila le classi che tra regole vecchie e nuove si ritrovano alle prese con il secondo anno scolastico in tempo di Covid.

Si ricomincia. All’ingresso a scuola, tutti i lavoratori scolastici devono mostrare il green pass. La regola vale anche per i genitori, ma non per gli studenti. In aula è in vigore l’obbligo di mascherina chirurgica dai 6 anni in su dove non è garantita la distanza di un metro (quindi sempre) ed è stato “raccomandato” un frequente ricambio di aria. Per gli studenti delle scuole superiori, l’ingresso avviene su turni, almeno nelle grandi città: si vogliono evitare situazioni di affollamento, sia nell’edificio scolastico che sui mezzi di trasporto. I turni sono previsti anche per il servizio di mensa. Questo grossomodo.

Ciò che mi preme sottolineare è che neanche il tempo di tornare tra i banchi ed ecco che scattano le quarantene da Sars- Cov-2. Il virus corre a cavallo della sua variante Delta e a soli 7 giorni dall’inizio delle lezioni già più di 5mila studenti finiscono in Dad: “In Alto Adige – scrive La Stampa – dove le lezioni sono iniziate il 6 settembre, le classi in quarantena sono 35… Solo tra le province di Milano e Lodi la didattica a distanza è già scattata per 37 classi e un migliaio di studenti. A Torino hanno dovuto abbandonare i banchi 380 bambini e ragazzi… In Veneto sono decine le classi in isolamento, una trentina solo in provincia di Padova, 11 in quella di Treviso e altre sparse tra Vicenza, Verona e Venezia. In Emilia-Romagna centinaia gli studenti in Dad… Tra chi è tornato subito davanti al computer anche una quarantina di alunni a Salerno e nove classi in Abruzzo, per un totale di quasi 150 studenti. A Roma e provincia siamo già a quota 50 classi in Dad e più di mille studenti a casa, con licei importanti coinvolti, dal classico Kant allo scientifico Newton”.

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Da nord a sud il virus corre soprattutto nella fascia d’età 0-19 anni con 17.312 nuovi casi, dei quali, più della metà interessano gli under 12 ovviamente non vaccinati.

In Calabria in 24 h il virus ha cambiato marcia e tempo tre giorni ci si ritrova con comuni dove già i genitori sono in fila con i loro ragazzi in attesa di fare il tampone. E’ accaduto a Castrovillari dove dopo un solo giorno di scuola una classe delle Superiori è finita in quarantena e presso la Primaria di Sant’Agostino, a Rende, dove un bimbo di terza elementare è risultato positivo con conseguente messa in quarantena e in Dad della classe di appartenenza. A quota 100 i contagi in età scolare nella nostra Regione.

“Mai più in Dad” era stato il proclama del Ministro Bianchi nei giorni scorsi, ma anche che “No mascherine in classi di tutti vaccinati. Torneremo a sorridere insieme”, oppure “Abbiamo vinto la nostra medaglia d’oro. La riapertura della scuola tutti in presenza non è il risultato di una routine, di un azzardo ma il risultato silenzioso che per mesi tutto il mondo della scuola ha fatto”.

La verità è che nulla ma proprio nulla è stato fatto per mettere in sicurezza le scuole. Anzi addirittura da quest’anno non è nemmeno più obbligatorio il distanziamento di un metro di Azzoliniana memoria, ma è semplicemente consigliato così come fortemente consigliate le mascherine chirurgiche se non fosse che l’ISS, Istituto Superiore ha trovato la “pezza”: ”nei luoghi chiusi è obbligatorio indossare la mascherina”. Per non dire dell’assenza dei sistemi di ventilazione invocati da più di un anno e mezzo e che incidono sulla qualità dell’aria ripulendo le aule dal virus. Ed invece il Ministro ha pensato bene di partorire la geniale idea “nuova” di zecca di consigliare le finestre aperte! Ecco, si, avete letto bene: finestre aperte. L’unico rimedio, l’unica soluzione fino a che reggerà e clima permettendo, che i decisori hanno previsto per le scuole italiane. 350 milioni di euro sono stati stanziati dal decreto sostegni bis per garantire l’avvio dell’anno 2021/2022 in sicurezza; si tratta di risorse che i dirigenti scolastici potranno utilizzare per l’acquisto di dispositivi di protezione e di materiale per l’igiene individuale o degli ambienti, ma anche per acquistare strumenti per l’aerazione e quanto ritenuto utile per migliorare le condizioni di sicurezza all’interno degli Istituti. Li abbiamo visti gli acquisti da parte di dirigenti o Comuni?

Risparmiateci allora la retorica sulla scuola. Risparmiare alla scuola la retorica sulla scuola è un dovere che alunni, professori e personale scolastico al completo esigono da tutti noi. Parlo della retorica intesa come vuoto apparire di un Ministro che vuole conservare la poltrona. Risparmiateci lo gettare sulla famiglia e i docenti la responsabilità di ciò che accade a scuola, il continuare a dire che con il vaccino e le finestre aperte le scuole siano sicure. Parole vuote.

Niente di concreto e durevole su tutto il resto che sarebbe inutile elencare ancora per far funzionare davvero la scuola pubblica italiana. Parlare solo di green pass e vaccino, ubriacatura social di agosto, serve solo a distrarre la massa.

Giornali, TV, politica, famiglie e opinione pubblica, niente sanno o capiscono del mondo reale di ogni scuola italiana. E gli addetti ai lavori sono sempre più sfiduciati. Il Ministro Bianchi può tornare tranquillamente sul suo scranno universitario; con la sua scarsa relazione empatica con il mondo della scuola e la sua posa professorale da accademico non sarà rimpianto da nessuno. Non è uomo di scuola con le sue parole da libro Cuore (non me ne voglia De Amicis).

Chissà se si ritornerà invece a parlare di cose serie, quelle di sempre: classi affollate, edifici, sicurezza e distanziamento, aerazione, controllo e tracciamento sanitario per ogni singola scuola, trasporti, contratti, docenti. Ad oggi a nessun decisore interessa.

La Scuola italiana vince la medaglia di latta per le finestre aperte. Evviva.

Luisa Loredana Vercillo

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