Cosenza, il Consiglio comunale approva la dichiarazione di dissesto finanziario

COSENZA – Il Consiglio comunale, presieduto da Pierluigi Caputo, ha approvato, all’unanimità dei presenti, la dichiarazione di dissesto finanziario dell’Ente. Al momento del voto erano presenti 21 consiglieri più il Sindaco Mario Occhiuto.
Prima di passare alla trattazione della pratica relativa al dissesto finanziario il civico consesso ha approvato gli altri punti all’ordine del giorno.
La sdemanializzazione di due reliquati di strade comunali è stata approvata all’unanimità (la Commissione bilancio non l’aveva deliberata, ma l’aveva inviata direttamente al Consiglio per la decisione).
L’assemblea cittadina ha subito dopo approvato, sempre con il voto unanime dei presenti, la designazione di un delegato (ex art. 203 del D.lgv 16/4/1994, n. 297) per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione del Convitto Nazionale Statale “B. Telesio” di Cosenza. Ad essere indicata dalla Commissione cultura e dal Consiglio, la consigliera comunale Alessandra De Rosa che è Presidente della stessa commissione cultura. Approvati all’unanimità anche i punti 4 e 5 all’ordine del giorno già approvati in commissione bilancio, e cioè: il riconoscimento di legittimità dei debiti fuori bilancio, ai sensi dell’art. 194 comma 1 lett.a) del decreto legislativo 18/08/2000 n. 267, derivanti da pagamenti effettuati dal Tesoriere Comunale nel corso dell’anno 2018, per azioni esecutive intraprese a seguito di sentenze notificate all’Ente e il riconoscimento di legittimità di debiti fuori bilancio, ai sensi dell’art. 194, comma 1, lett. a) del decreto legislativo 18/08/2000, n. 267, derivanti da sentenze esecutive.
Il Consiglio comunale ha dato il via libera anche alle ratifiche delle variazioni al bilancio di previsione 2019 – 2021.
La ratifica delle variazioni al bilancio ha riportato il voto favorevole di 16 consiglieri, facendo, inoltre, registrare due astensioni (Luca Morrone e Francesco Spadafora) ed il voto contrario dei consiglieri Marco Ambrogio e Massimo Lo Gullo. Anche il punto successivo, il bilancio consolidato dell’esercizio 2018, ai sensi dell’art. 11-bis del d.Lgs. n. 118/2011, è stato approvato con 16 voti a favore, due astensioni (sempre Luca Morrone e Francesco Spadafora) e il voto contrario dei consiglieri Ambrogio e Lo Gullo.
Si è quindi passati alla discussione sulla dichiarazione di dissesto, aperta dalla relazione del Sindaco Mario Occhiuto. Il primo cittadino ha iniziato il suo intervento facendo un po’ di cronistoria: “al nostro arrivo – ha detto il Sindaco – ci trovammo di fronte la delibera n.97 del 2012 della Corte dei Conti, riferita all’esame del conto consuntivo del 2010, che fotografava uno stato di dissesto del Comune. All’epoca optammo per il predissesto ed il piano di riequilibrio. Fummo il secondo Comune d’Italia a scegliere questa strada. Il percorso intrapreso – ha rimarcato Occhiuto – venne bocciato dalla sezione regionale della Corte dei Conti che non ritenne possibile risanare il bilancio del Comune in dieci anni senza ricorrere al dissesto. Poi le sezioni riunite ammisero il Comune alla procedura del predissesto autorizzando il piano di risanamento. Prediligemmo quella strada – ha affermato ancora Occhiuto nella seduta del Consiglio comunale – anche perché, attraverso il dissesto i creditori avrebbero avuto meno risorse. Evitammo il dissesto sia perché volevamo ridurre la massa debitoria del Comune ed anche per far fronte ad altre situazioni urgenti, come garantire continuità alle Cooperative che allora erano sprovviste di contratto.
Se avessimo dato corso al dissesto – ha proseguito Mario Occhiuto – non avremmo potuto utilizzare tutta la forza lavoro”. Il Sindaco ha, inoltre, ricordato come l’approvazione del piano di riequilibrio da parte delle sezioni riunite della Corte dei Conti sia stato “un atto di grande fiducia”. “Oggi il dissesto – ha aggiunto Occhiuto – è figlio di questa procedura. Noi abbiamo lavorato in questi anni con un bilancio ingessato. La Corte dei conti, improvvisamente, dopo anni che non aveva verificato parametri e obiettivi, a maggio ha avviato una verifica e poi ha accertato che gli obiettivi non erano stati centrati”. Occhiuto ha sottolineato inoltre la complessità della situazione che “riguarda tutti i comuni del Sud Italia. L’80% dei comuni superiori a 12 mila abitanti si trovano in situazioni analoghe di dissesto o predissesto”. Mostrando alcune tabelle grafiche, il primo cittadino ha spiegato la mole di residui passivi che la sua Amministrazione ha trovato appena insediatasi (oltre 300 milioni di euro). “Dopo aver attuato la procedura di predissesto – ha spiegato ancora il Sindaco – siamo riusciti ad ottenere un mutuo dallo Stato che ci ha consentito di far fronte a parte dei mutui passivi, ma, inevitabilmente, con una crescita degli interessi”. Occhiuto nel suo intervento ha fatto riferimento anche alla consistente riduzione dei trasferimenti dallo Stato ai Comuni, circa 60 milioni in meno nel corso degli anni. “Nonostante tutto – ha puntualizzato il Sindaco – la massa debitoria è stata ridotta e la spesa corrente è diminuita di 50 milioni. Ci accusano di aver fatto delle spese non necessarie (come gli eventi, le feste, ecc.), ma, a ben vedere, anche in questo settore abbiamo fatto registrare una riduzione del 2% rispetto al passato. Sul Teatro c’era un milione e mezzo di spesa nel capitolo, senza contare le risorse impiegate in passato per il Capodanno. Oggi ci troviamo in questa circostanza (quella del dissesto) in un momento in cui abbiamo già risanato in parte i conti del Comune e diminuito sensibilmente il numero dei dipendenti che, quando siamo arrivati, erano circa 1100. E’ chiaro che in questi anni, pur in situazioni di difficoltà, non ci siamo mai lamentati rispetto al passato, ma ci siamo messi a lavorare. E abbiamo lavorato raggiungendo importanti risultati”. E qui il Sindaco ha ricordato alcune delle azioni di cui si è resa protagonista l’Amministrazione comunale da lui guidata. “Azioni che hanno determinato scelte – ha detto il Sindaco – che mi hanno procurato molti nemici. Abbiamo aumentato di un milione e mezzo le risorse per le cooperative sociali. Prima c’erano 47 cooperative sociali alle quali venivano affidati i lavori senza gara pubblica e senza certificazione antimafia. Quelle cooperative sociali liberate da questo sistema di capolarato oggi lavorano. Grazie a questo nuovo corso oggi riusciamo a garantire interventi sul verde pubblico, piccoli interventi di manutenzione e ai lavoratori delle cooperative abbiamo restituito dignità.
Abbiamo sgomberato due campi rom con più di mille persone. Nelle baracche si erano diffuse pratiche illegali, come, tra le altre, la prostituzione minorile, si bruciavano delle sostanze tossiche che venivano respirate dai nostri ragazzi. Abbiamo fronteggiato situazioni difficilissime, ma ci siamo assunti delle responsabilità. Siamo stati uno dei pochi comuni a risolvere questi problemi. Un intervento analogo è stato portato a termine nel campo rom di via Reggio Calabria dove era presente un alto tasso di criminalità. Anche questo – ha rimarcato Occhiuto – mi ha creato grandi contrasti. Quando siamo arrivati – ha proseguito Occhiuto – c’erano i cassonetti stradali. In un anno siamo stati premiati come prima città capoluogo in Calabria che è riuscita a portare la differenziata al 65%”.
Anche sulle opere pubbliche realizzate il Sindaco ha inteso fare un po’ di cronistoria. “Sono state 15 le piazze che abbiamo realizzato, subendo in qualche caso anche critiche aspre. C’è chi ha trovato da ridire sulla pietra usata per la pavimentazione di Piazza Tommaso Campanella e adesso tutti la ammirano. Vi ricordo come era Piazza Bilotti. Corso Mazzini si è allungato e le attività commerciali vanno benissimo”.
Poi il Sindaco Occhiuto mostra una fotografia con l’ex Albergo Jolly, com’era prima di essere abbattuto. “Un ecomostro – lo definisce. Siamo stati caparbi dove altri non hanno saputo incidere. Abbiamo speso circa 300 milioni in opere pubbliche. Il Planetario è una delle realizzazioni più recenti e i tanti bambini che vengono dalla provincia a visitarlo e ad assistere agli eventi che vi si propongono mi hanno ringraziato e sono estasiati per quello che Cosenza offre oggi. Questi sono i fatti. Il Castello era un rudere e lo abbiamo restituito alla città”. E menziona ancora i BoCs art e tutto il lavoro svolto sull’arte contemporanea. “Una città viva – afferma orgoglioso il Sindaco – piena di persone. Per renderla tale, ci siamo messi contro chi ha i paraocchi, contro chi, tra i cittadini, erano contrari alle ZTL e alle aree pedonali. Lo abbiamo fatto per il bene della città. Eppure c’è gente che incita all’odio sociale. In Calabria e a Cosenza se non si fa così, i problemi non si risolvono. Bisogna avere il coraggio. Per cambiare in Calabria bisogna avere visione, capacità e competenza e mettersi contro quei sistemi che tendono ad ingessare l’azione politica e amministrativa. Abbiamo, però, ancora un anno e mezzo davanti. Dobbiamo dare il massimo per cambiare questo stato di cose”. E conclude il suo intervento con un grazie sentito ai consiglieri comunali, agli assessori, ai dirigenti, ai consulenti e allo staff.

GLI ALTRI INTERVENTI E LE DICHIARAZIONI DI VOTO

Subito dopo il Sindaco Occhiuto, è intervenuto il Presidente della Commissione bilancio, Giuseppe D’Ippolito. “La discussione è oggi molto delicata – ha esordito D’Ippolito – e necessita di una riflessione che riguarda il percorso che abbiamo fatto tutti insieme. Le pratiche di bilancio sulle quali, oggi, siamo chiamati a confrontarci ci restituiscono un quadro d’insieme della città passata e presente e futura.
Pur sapendo di avere poche chances – ha aggiunto il Presidente della commissione bilancio – abbiamo tentato di riequilibrare le casse di un Ente che all’inizio di questa duplice esperienza amministrativa era disastroso. Quella situazione che abbiamo trovato, dopo anni di governo della sinistra cittadina, aveva davanti solo due strade: tentare il pre-dissesto oppure dichiararlo allora, e decidere così di trascorrere anni a lamentarsi che non si sarebbe potuto fare niente, ad indicare nettamente i responsabili di questa situazione. Scegliemmo la strada più difficile ed oggi la Corte dei Conti a sezioni riunite ha messo definitivamente la parola fine sulla questione del dissesto per il mancato rispetto degli obiettivi intermedi del piano di riequilibrio. Oggi alcuni invocano a gran voce che sarebbe stato meglio percorrere quella strada; io non ho questa certezza, anche se registro che chi l’ha così facilmente invocata comunque gode ed ha goduto dei frutti della scelta opposta, né mai si è veramente interrogato sull’origine di questa situazione che a mio modo di vedere guarda ad anni passati e non solo a questa Amministrazione. Mi interessa – ha detto ancora D’Ippolito – insistere sul coraggio e la responsabilità con cui abbiamo affrontato la situazione finanziaria della città che ereditavamo dalle Amministrazioni Perugini, Catizone e Mancini. E mi interessa parlare dell’immobilismo cui era stata consegnata Cosenza.
Della spazzatura accumulata dappertutto. Mi preme ricordare, inoltre, le centinaia di persone dipendenti dell’ente che sarebbero andate a casa se non si fosse percorsa la strada del riequilibrio. Persone assunte in quantità eccessiva rispetto alle possibilità che il Comune aveva in termini di capacità assunzionali e che noi, con responsabilità, abbiamo scelto di proteggere per non lasciare a casa i tanti lavoratori del Comune e delle Cooperative. 1.500 in tutto, di cui una buona metà sarebbe finita per strada. Abbiamo scelto di rimboccarci le maniche ed abbiamo cambiato il volto di una città morta. Una strada dunque difficile. Ma non abbiamo mai addossato agli altri questa responsabilità. Bene ha fatto la minoranza, e soprattutto il PD, a non venire in aula oggi. Perché avrebbe dovuto approvare debiti fuori bilancio di procedimenti giudiziari nati negli anni 80-90 e 2000! Anni in cui cui non governavamo certamente noi. Inoltre, non è stato raccolto l’appello a tutte le forze politiche ed ai parlamentari calabresi di ogni schieramento perché si scongiurasse il dissesto e si potesse applicare, come avvenuto per la città di Napoli, il prolungamento del piano di riequilibrio da 10 a 20 anni. Del resto, oggi apprendiamo che dal prossimo anno i Comuni tutti avranno a disposizione strumenti molto più efficaci per battere cassa e riscuotere Imu, Tasi, tasse sui rifiuti e le altre imposte di loro competenza. Nella manovra in discussione in Parlamento c’è, inoltre, tutta una serie di misure che, se fossero già state legge, avrebbero certamente aiutato in questa situazione cosi delicata. La vicenda del dissesto – ha aggiunto D’Ippolito – va letta con i numeri alla mano perché quello che appare non è la sostanza delle cose, ma la questione della contabilità pubblica e dei bilanci comunali è materia complessa che sfugge ai più.
Non si può sottacere che tra i due stati patrimoniali del Comune presi in esame, il 2010 ed il 2018, è intervenuto il cosiddetto D.Lgs n. 118 sulla finanza armonizzata che ha definitivamente costretto i Comuni a compiere quella che viene definita “operazione verità”. Il Comune di Cosenza, è stato, così, costretto ad eliminare dal proprio bilancio, nel 2015, crediti per 170 milioni di euro, cui si devono aggiungere 60 milioni di mancati trasferimenti dell’erario. Il tutto per un totale di 230 milioni di euro di minori entrate. E’ evidente che lo stato patrimoniale del Comune di Cosenza o si trasforma con una equazione matematica con le regole vigenti nel 2010 o tutti i dati vanno traslati con le regole vigenti con i principi della contabilità armonizzata. Parimenti non si può fare a meno di sottolineare che il dato dei comuni calabresi dissestati è pari al 33% e che tutti i comuni italiani che hanno inizialmente aderito al piano di riequilibrio, sono poi passati tutti alla fase del dissesto conclamato”.
Nel prosieguo del suo intervento D’Ippolito ha poi riassunto quello che è stato fatto dall’Amministrazione Occhiuto.
“Anzitutto le scelte che hanno consentito all’intera città di vivere meglio perché sono stati garantiti a tutti, con spese a carico del bilancio comunale, i servizi essenziali : l’emergenza abitativa (700 mila euro), l’assistenza domiciliare agli anziani non autosufficienti (500 mila euro), assistenza specialistica scolastica a favore dei bambini disabili, gli asili nido comunali, la mensa scolastica, lo scuolabus e tanto altro. Come Amministrazione abbiamo deciso di seguire una politica di investimenti pubblici importanti che hanno determinato, e di questo sarà testimone la storia, una crescita complessiva anche facendo alcuni errori su cui noi non abbiamo fatto mancare il confronto e, a volte, anche lo scontro. E d’altro canto solo chi non fa niente non potrà mai sbagliare”.
E’ poi intervenuto il consigliere comunale Marco Ambrogio. “Quando la cittadinanza partecipa in maniera attiva è un fatto positivo – ha esordito riferendosi alla particolare vivacità del pubblico che ha partecipato all’odierna seduta del Consiglio comunale. Alla importante seduta di oggi – ha aggiunto Ambrogio – avrebbero dovuto partecipare anche gli altri colleghi di minoranza per rispetto del ruolo per il quale siamo stati votati. Non si può convocare una conferenza stampa in un bar cittadino. Oggi si approva una pratica molto importante che segna sì una pagina buia della città, è inutile nasconderlo, ma che ci chiama all’assunzione di responsabilità dinanzi alla quale ci mettono la Corte dei Conti e la Prefettura. Sinceramente – ha detto ancora il consigliere Ambrogio – non comprendo il senso di questa assenza. O si ha la coda di paglia o non si hanno argomentazioni. Siamo qui per confrontarci e vogliamo farlo in maniera franca, senza nasconderci da niente e da nessuno. Quando tutti dicevano che era bene non dichiararlo avevamo proposto di dichiararlo. Oggi il dissesto fa meno male del piano di risanamento approvato a luglio. Con quell’approvazione avremmo tagliato gli asili nido per 400 mila euro, l’assistenza domiciliare per quasi 250 mila euro, l’emergenza abitativa per 123 mila euro e via di questo passo. Oggi – ha proseguito Marco Ambrogio – c’è da scrivere un bilancio futuro, il primo del Comune in dissesto. Siamo qui per difendere quei diritti che chi diserta l’aula dimostra di non voler difendere”. Ambrogio ha quindi chiesto ai dirigenti presenti in aula uno sforzo di impegno per il futuro “coadiuvati – ha aggiunto -dagli ottimi dipendenti comunali”. “La Piattaforma – ha rimarcato Ambrogio – sa assumersi le responsabilità. Sarebbe stato più conveniente dare addosso all’Amministrazione. Abbiamo anche chiesto scusa formalmente alla città. Il dissesto non è frutto di una sola Amministrazione. Se vogliamo dire che la colpa è solo di una parte è facile dirlo, se vogliamo continuare a fare populismo”.
A seguire, l’intervento del Consigliere comunale Vincenzo Granata che ha, nella sua qualità di consigliere comunale della Lega e consigliere nazionale dell’ANCI, formulato gli auguri al rieletto Sindaco di Cassano Gianni Papasso. “Pur non essendo della stessa parte politica – ha detto Granata – esprimo compiacimento per la rielezione di Papasso, così come esprimo solidarietà al Sindaco di Crotone, colpito da un provvedimento di obbligo di dimora. I relativi provvedimenti giudiziari si leggono, si studiano, si commentano – ha aggiunto Granata, perché sono garantista al 100%, seguendo quello che dice l’art.27 della Costituzione italiana. Per questo il rinvio a giudizio ricevuto dal Sindaco di Cosenza non ha alcun valore e la sentenza della Corte dei Conti è una sentenza politica.
Questa Amministrazione – ha aggiunto Granata -ha risolto i problemi delle cooperative, dei rifiuti, ha realizzato 400 milioni di opere, come Piazza Bilotti, il Planetario e il Ponte di Calatrava. Per questo ritengo che solo e soltanto il Sindaco della Calabria, Mario Occhiuto, potrebbe realizzare il Ponte sullo stretto di Messina. Sono in questa maggioranza e non ho ricevuto alcun avviso di sfratto da parte di nessuno e neanche nessuna linea politica da seguire in questo Consiglio da parte del commissario pro tempore”. Quindi ha aggiunto, nella sua qualità di vicario ATO, che “il servizio pubblico essenziale dei rifiuti incassa solo il 44% del tributo. Un aspetto questo da verificare in seguito”.
Il consigliere Piercarlo Chiappetta che aveva iniziato il suo intervento ha, subito dopo, deciso di rinunciarvi per il rumoreggiare insistito del pubblico presente.
In sede di dichiarazioni di voto sono intervenuti i consiglieri Carmelo Salerno e Giuseppe D’Ippolito.
“Condivido tutta l’azione politica che è stata svolta dal 2011 – ha esordito Salerno -, gli interventi di riqualificazione, le azioni a difesa della legalità, il sostegno alle cooperative sociali. Nel settore della contabilità, però – ha aggiunto – non siamo riusciti a fare quello che ci eravamo prefissi. Avevamo detto che saremmo rientrati dai debiti, ma così non è stato. Abbiamo impresso una sterzata significativa in tutti i settori della vita sociale, ma in fatto di contabilità non siamo riusciti a portare avanti la nostra idea. Senza chiedere scusa, ho fatto il mio dovere. Sulle materie di bilancio ho fatto sempre una guerra, per trasparenza e chiarezza, da ultimo forzando la mano perché su alcune pratiche bisognava attuare alcune riduzioni. Abbiamo fatto il nostro dovere. Io non ho votato alcune pratiche di bilancio perché non avevo ricevuto i documenti in tempo utile. Ho la coscienza a posto – ha aggiunto ancora Carmelo Salerno. Mi sarei aspettato una chiarezza su un dato: sapere quale era la massa debitoria nel 2010 e quella al 2018. Dovremmo essere più perentori nel controllo della spesa. Ora bisognerà avere un programma a partire da domani. Cercheremo di partire con maggior vigore”. E preannuncia voto favorevole
Ultimo intervento quello di Giuseppe D’Ippolito, Presidente della commissione consiliare bilancio. “Oggi siamo qui perché è necessario oltre che giusto rispettare il lavoro della magistratura contabile – ha detto D’Ippolito – e come Consiglieri non possiamo far altro che prenderne certamente atto.
Inizia oggi una nuova fase per la nostra città in cui non possiamo fare altro, se non garantirne la continuità amministrativa. Fare il nostro lavoro quotidiano di amministratori è la risposta più concreta a chi paventa e si augura crisi amministrative o altro”. Nella sua qualità di capogruppo di Fratelli d’Italia, Giuseppe D’Ippolito ha sottolineato che “sull’entusiasmo della prima consiliatura abbiamo deciso di dare il nostro sostegno ad una Amministrazione che ha seguito una politica massiccia di investimenti pubblici importanti che ha determinato una crescita complessiva anche facendo alcuni errori su cui non abbiamo fatto mancare il confronto e, a volte, anche lo scontro. Oggi siamo giunti ad un momento di svolta. E’ evidente che da molti mesi si avverte una sorta di distrazione degli organi di governo dalle questioni più squisitamente cittadine. La città sta provando l’assenza di una strategia politica comune e condivisa. E questo non ce lo possiamo più permettere.
Bisogna restituire centralità all’azione politica, dare rilancio ai temi che più ci appartengono come maggioranza ed individuare un percorso di rinnovamento; dobbiamo guardare al tempo che resta di questa consiliatura, alla luce della nuova situazione e di conseguenza devono necessariamente essere modificate le priorità programmatiche che possono essere più essenziali e quindi condivise, auspicabilmente da tutto il consiglio comunale, ma almeno dalla maggioranza politica. La città, ora più che mai, necessita di essere governata senza distrazioni, senza sbavature probabilmente legate ai destini dei singoli con nuova e maggiore linfa e vigore rispetto alle questioni che si stanno presentando e che dobbiamo affrontare con entusiasmo, concentrazione e serietà amministrativa.
Soffriamo terribilmente le scelte effettuate sulla viabilità cittadina in tutto il perimetro centrale e sull’area di cantiere del parco del Benessere, bloccato da più di un anno.
Il tutto accompagnato dalla scarsità dei mezzi pubblici che non consentono di completare il ragionamento su una città integralmente sostenibile.
Registriamo una certa trascuratezza in alcune aree della città in termini di manutenzione, pulizia e controllo del territorio.
Paghiamo l’immobilismo della macchina comunale per l’elevato numero di pensionamenti e la mancata programmazione di nuove assunzioni che avrebbero dato vigore e rinnovamento alla burocrazia comunale.
Tante cose buone sono state fatte. Tante ne dobbiamo ancora fare.
E’ giunto quindi il momento di un cambio di passo importante, di riannodare il nastro e riprendere il cammino delle cose da fare, del programma, della condivisione ragionata delle scelte di governo riallacciando anche uno sfilacciato rapporto tra la comunità e chi la governa. Ogni evento importante, anche se negativo come il dissesto, può rappresentare un’occasione di riflessione dalla quale possiamo definire un nuovo approccio per terminare al meglio questa esperienza amministrativa. Siamo al giro di boa e crediamo sia necessario affrontare i prossimi due anni e mezzo con l’entusiasmo e la capacità di governare la città che ha contraddistinto i primi cinque anni di governo. Ripartire dal programma che hanno votato i cittadini, definire in modo chiaro gli obiettivi da raggiungere e soprattutto ridisegnare una squadra in grado di rilanciare l’azione amministrativa rappresentano tre punti chiari di svolta che noi auspichiamo e sui quali, come sempre, offriremo il nostro sostegno e contributo in termini di idee e di entusiasmo. Per far ciò è necessario che la parte che governa la città si impegni a mantenere questi obiettivi che ci siamo dati perché è su questa base che oggi noi ci determiniamo e quindi anche alla luce di queste dichiarazioni è principalmente per un senso di responsabilità verso i nostri elettori che intendiamo votare questa pratica”.

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