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Rende, Petrassi male informato e come al solito prende “fischi per fiaschi”

Comune Rende CSRENDE (COSENZA) – Con grande stupore si apprende da un articolo del quotidiano che al Comune di Rende sarebbe preclusa l’uscita dal pre-dissesto.  E che addirittura ci sarebbero anche degli errori tecnico giuridici riguardanti il ricorso allo stesso pre-dissesto.

Forse il consigliere Petrassi è stato male informato riguardo alla normativa di riferimento e soprattutto alla genesi e alla gestione della procedura di riequilibrio cui ha fatto ricorso il Comune di Rende. Come al solito si dimentica che il Comune ,per chiudere tutti i debiti fuori bilancio, ha dovuto richiedere al Ministero dell’Interno il fondo di rotazione (ben 10 milioni di euro) che andrà restituito dal Comune allo stato nei prossimi 30 anni.

Il brillante consigliere Petrassi ha anche dimenticato che senza questo finanziamento il Comune era seriamente a rischio dissesto. Ancora il consigliere di “ Rende Bene Comune” non sa che contro la procedura di riequilibrio adottata dal commissario straordinario, era stato presentato un ricorso al Tar che gli stessi proponenti non hanno mai voluto o potuto perseguire.

Il riferimento poi al decreto enti locali di recente pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale è, altresì, fuori luogo poiché già nel testo unico è prevista la possibilità per gli enti di riformulare i propri piani di riequilibrio riducendone la durata in caso di miglioramento degli obiettivi intermedi. Un miglioramento che, si ricorda ancora, è stato raggiunto grazie al già citato fondo di rotazione. Petrassi ,che a quanto pare conosce bene il bilancio comunale e anche la normativa di riferimento, dovrebbe sapere che, con le attuali risorse di bilancio e gli attuali tagli ai  trasferimenti statali, recuperare circa 18 milioni senza l’intervento di un mutuo trentennale sarebbe stato pressoché impossibile.

Tanto è vero che in passato per ben tre volte avevano cercato di riequilibrare la gestione per le vie ordinarie senza riuscirci e con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti (disavanzi non ripianati, debiti non pagati, alienazioni non riuscite) nonostante la tassazione fosse stata portata già dal 2012 al massimo consentito per legge. Per quanto riguarda poi l’obbligo di attendere 10 anni per uscire dal predissesto (in realtà sono 6) non si rinviene tale preclusione in nessuna delle norme che sono state richiamate  anzi come già è stato evidenziato la stessa disciplina del predissesto prevede modalità e tempi per la riformulazione dei piani e la riduzione dei tempi di risanamento.

A ciò si aggiunge che se nel 2014 non fosse intervenuta una norma che consentiva di utilizzare il fondo di rotazione per pagare i debiti fuori bilancio per l’Ente si sarebbero aperte sicuramente le porte del dissesto che già erano socchiuse tra la fine del 2013 e l’inizio del 2014. Forse di errore tecnico giuridico si potrebbe parlare riguardo alle affermazioni del consigliere comunale che senza approfondire ,come al suo solito, prende fischi per fiaschi leggendo acriticamente recenti articoli pubblicati sulla stampa economica nazionale.

L’Amministrazione Comunale di Rende.

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