Rende, Crusco: "Caro Miceli il Bilancio partecipativo è una cosa seria" | Cosenza Page CosenzaPage

Cosenza Page Quotidiano Online | cronaca, news, notizie, sport, politica, chiesa, attualita', Cosenza, Rende, cosentino, Calabria

Rende, Crusco: “Caro Miceli il Bilancio partecipativo è una cosa seria”

rende_antonio_cruscoRENDE (COSENZA) – «Il Bilancio partecipativo è una cosa seria, aggiungerei complessa non liquidabile con qualche espressione ad effetto, tanto per “stare sul pezzo”». Con queste parole, l’assessore al Bilancio del Comune di Rende, Antonio Crusco replica al consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Domenico Miceli.

Il processo di rendicontazione sociale, che include sia il Bilancio partecipativo che il Bilancio sociale, – dichiara Crusco – necessita di un adeguato supporto scientifico per ridurre i rischi di autoreferenzialità, da un lato, e controllare, in maniera ottimale, l’intera fase dell’iniziativa, dall’altro: dall’informazione ai cittadini ai risultati finali passando per la consultazione della collettività. In questa direzione, l’esperienza quasi ventennale del gruppo Demoskopika nel campo dell’osservazione dell’opinione pubblica, è per l’amministrazione comunale certificazione di assoluta affidabilità.

In più occasioni, non ultima quella Miceli stesso fa riferimento – precisa ancora l’assessore al Bilancio del Comune di Rende – sono stati illustrate, nel dettaglio, le fasi del progetto precisando, altresì, che il processo di rendicontazione sociale è tanto complesso quanto graduale e che, a partire dalla seconda edizione si era già pensato di promuovere oltre alla consultazione telefonica, a quella online e a quella cartacea, anche un ulteriore occasione di proficuo confronto nei quartieri della Città per migliorare ulteriormente il processo di informazione e per stimolare una maggiore consapevolezza sulle scelte da compiere. Ma evidentemente – continua Crusco -, non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire, che continua a criticare per spendere al meglio il proprio ruolo d’opposizione senza alcuna volontà di ascolto.

Oltre 16 mila guide informative sono state spedite alle famiglie rendesi per spiegare il significato del Bilancio partecipativo, le sue fasi e le modalità di partecipazione; circa 40 giorni di tempo hanno avuto i cittadini di votare il questionario, disponibile sul sito istituzionale del Comune, con proposte e suggerimenti. E, ancora, ben 1.042 i rendesi che hanno votato attivamente le proposte avanzate dall’amministrazione comunale o indicato altre interessanti proposte alternative e circa 120, infine, i portatori di interesse, tra associazioni di categoria, associazioni culturali e sportive, organizzazioni sindacali e istituti scolatici, che sono stati invitati a partecipare all’incontro di approfondimento secondo il criterio della massima attenzione, ruolo e interesse alle sei aree individuate: “servizi sociali”, “scuola e istruzione”, “pari opportunità, quartieri e centro storico”, “politiche giovanili e sviluppo economico”, “cultura ed eventi” e, infine, “lavori pubblici”.

Sui costi sostenuti per la realizzazione del progetto, oltre ad aver più volte ribadito nelle sedi deputate e pubblicamente che parte della copertura, che include anche il Bilancio sociale, è stata finanziata da sponsor privati – continua Crusco – sarebbe facile strumentalizzare, ad esempio, il flop del Bilancio partecipativo del 2015 del Comune di Mira, amministrato dal Movimento 5 Stelle che, per come si apprende da alcuni organi di stampa, sarebbe costato circa 20 mila euro in consulenze e comunicazione ma a cui avrebbero partecipato solo 198 votanti su una popolazione complessiva di circa 40 mila abitanti. Oppure ricordare che il blog del Movimento 5 Stelle, massima interfaccia della democrazia partecipata, viene gestita e validata nelle votazioni degli iscritti anche sulle elezioni dei rappresentati del popolo al Senato e alla Camera, da una società privata.

Ma a noi sta a cuore solo l’interesse della comunità rendese e, in questa direzione, non crediamo nei flop o nelle strumentalizzazioni ad ogni costo, ma al contrario, crediamo nel valore aggiunto della democrazia diretta che non può e non deve avere appartenenze e paternità politiche. Pensiamo, per usare le parole del sindaco Manna nella lettera inviata sul Bilancio partecipativo ai cittadini che il percorso della rendicontazione sociale è “sicuramente ambizioso e non scevro di difficoltà. Ma siamo motivati dalla consapevolezza che il forte legame che unisce tutti noi a Rende, segnerà la buona riuscita dell’iniziativa negli anni”.

Commenta

ti potrebbe interessare anche...

pubblicità