A Rende l'Associazione Culturale "Beerstream" presenta Fruit Beer: viaggio nel mondo della birra artigianale | Cosenza Page CosenzaPage

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A Rende l’Associazione Culturale “Beerstream” presenta Fruit Beer: viaggio nel mondo della birra artigianale

RENDE (COSENZA) – Alle 21 di domani, 31 gennaio, giorno della merla, che la tradizione vuole il più freddo dell’anno, si incontreranno presso il raffinato locale rendese, la Corte Italiana, gli estimatori della birra artigianale, presenti in città. La serata sarà animata dall’Associazione Culturale “Beerstream” che presenterà presso il locale di via Cilea a Rende, una interessante degustazione guidata degli stili del mondo di 3 birre artigianali alla frutta: Fruit Beer è l’ammiccante denominazione (che tuttavia ha origini antichissime in Belgio) che strizza l’occhio a qualcosa di fresco, che ti proietta con la fantasia già all’estate, e che incontra la curiosità di chi parteciperà all’evento.

“E’ l’occasione”, fa sapere l’Associazione cosentina “per assaggiare uno stile molto di nicchia e tutt’altro che modaiolo, le cui origini si perdono nella notte dei tempi. Già anticamente si era soliti unire la frutta al mosto durante la fermentazione al fine di ottenere… vabbè lo scoprirete il giorno della degustazione!”

Incuriosisce anche noi la descrizione apparsa sui social; contattiamo il vice presidente, segretario e cofondatore di Beerstream, Luca Misasi, a cui chiediamo subito una piccola descrizione dell’Associazione: una sorta di “biografia”…

“Una birrografia” esordisce sornione; ci racconta che “si tratta di un gruppo di appassionati viscerali, sette birrofili di varia natura come degustatori oppure homebrewer (cioè produttori di birra casalinga) che inizialmente decisero di fondare la “Compagnia dei Cavalieri del Tappo a Corona”: la sintesi primordiale, il vivaio, la scintilla spumeggiante!” descrive entusiasta.

Insomma prendi un gruppetto di amici in piena sintonia “birresca” e mettili insieme…

Ci viene spiegato che da “incontri periodici dei gloriosi adepti, fermentò il bagaglio tecnico e culturale di tutti il gruppetto che affinò sia il livello di qualità produttiva che di conoscenza degustativa. Dopo diversi anni di “maturazione”, convinti che “l’unione fa la forza”, ufficializzarono la passione e nacque  l’associazione, Beerstream, “all’unanimità e con enfasi, il 3 novembre 2014, in una notte buia e tempestosa”  tiene a precisare ridendo.

E così, ci racconta Luca, quelli che erano solo allegri estimatori del tappo a corona, ora si ritrovano beerstreamers tra i più apprezzati in città. Scopriamo che l’Associazione conta, infatti, un nutrito gruppo di soci, oltre 130 associati che, di certo non è poco per un gruppo di amici riunitisi in principio senza alcuna pretesa espansionistica. Oggi l’associazione punta ad offrire prodotti di qualità per chi è riuscito con fermezza ad abbandonare prodotti commerciali per privilegiare un mondo, forse ancora poco conosciuto, ma con grandi potenzialità: quello delle birre artigianali.

Per homebrewing si intende l’arte di fare la birra in casa, un hobby particolare quanto affascinante. Si diventa un homebrewer o meglio, un domozimurgo (così si chiamano in italiano i produttori di birra casalinghi) per l’impagabile soddisfazione di bere la propria birra e poi perché con una piccola cifra si può iniziare a birrificare con risultati molto interessanti fin dai primi tentativi. Farsi la birra in casa è quindi possibile, economico e legale, ovviamente quando prodotta senza scopi commerciali. Spesso si parte da latte contenente malti già amaricati e pronti per l’uso: semplicemente diluito in acqua e fatto dall’utilizzo di kit con luppolo e che viene fatto fermentare. Una tecnica questa che non permette di caratterizzare molto la propria birra; poi via via la tecnica si affina sino a realizzare birre di elevata qualità.   

Chiacchierando con Luca Misasi, scopriamo che la Calabria presenta una realtà “di piccoli ma validi produttori che lavorano con passione e dedizione, offrendo prodotti che spesso non hanno nulla da invidiare a nessun prodotto al mondo”. Ci spiega per esempio, che il birrificio, ‘A Magara, ha vinto premi a livello mondiale e nazionale nonché vari riconoscimenti ottenuti nei concorsi dai numerosi produttori calabresi della birra artigianale.

L’Associazione Culturale Beerstream punta poi sulla formazione, organizzando degli ambiti corsi di I e II livello di degustazione in Calabria certificati dall’Unione Birrai (UBT), corsi di degustazioni guidate sugli stili del mondo, viaggi birrai per lo scambio di idee sul territorio nazionale e internazionale, e tanto altro.

“Altro compito dell’associazione, prosegue Luca Misasi, è quello di fare da valido collante tra i produttori artigianali locali e l’utenza. Nelle decine di degustazioni guidate tenute da Beerstream, intitolate “beviamoci il mondo”, si è discusso con l’utenza delle varie differenze tra le scuole birraie per area geografica e che le birre per dirne una, non si classificano per il colore ma per lo stile, come ampiamente specificato dal BJCP” (Linee Guida Stili Birrari con la definizione minuziosa di 136 stili n.d.a).

Il tempo stringe e ci ripromettiamo di tornare su questo argomento così affascinante ma anche delicato perché facciamo notare che negli ultimi anni l’abuso di alcol nelle fasce di età pre-adolescenziali e adolescenziali è cresciuto a dismisura. Tra i ragazzi di 11-15 anni, infatti, la quota di chi ha almeno un comportamento a rischio è pari al 10,5% senza differenze di genere evidenti. Ai giovani piace molto bere proprio la birra e un mix di bevande gassate o succhi di frutta e superalcolici…

E a questo proposito, puntuale, arriva la risposta del vice presidente della Beerstream che tiene a sottolineare l’importantissimo messaggio che la sua associazione tende a promuovere e che prende spunto da chi si diletta in questo apprezzato hobby, ma che ovviamente si estende anche al semplice fruitore di birra del sabato sera: “il beerstreamer non è un ubriacone, ma è colui il quale ha imparato ad apprezzare e prediligere solo le cose ben fatte e a regola d’arte, che beve responsabile e di qualità, che ha la contezza di ciò che vuole avere nel bicchiere, che non accetta minimalizzazioni, dogmi e luoghi comuni, che beve solo per ricordare e mai per dimenticare!”

Un modo per dire che ci si può sempre migliorare e che non ci deve mai uniformare alla massa…?

“Certo… Poiché nella birra come nella vita: ‘chi si accontenta … si è accontentato!’

Luisa Loredana Vercillo

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