Cosa farò da grande? Lo statistico! …ma che fa lo statistico? Fa parlare i dati! | Cosenza Page CosenzaPage

Cosenza Page Quotidiano Online | cronaca, news, notizie, sport, politica, chiesa, attualita', Cosenza, Rende, cosentino, Calabria

Cosa farò da grande? Lo statistico! …ma che fa lo statistico? Fa parlare i dati!

Unical - Università della CalabriaARCAVACATA DI RENDE (COSENZA) – Il mestiere più sexy del mondo ma anche la scienza che è in grado di raccontare – più di altre – le dinamiche economiche e sociali in atto. La professione del futuro, in un’epoca incentrata sempre di più sull’uso di grandi moli di dati e informazioni, tanto duttile da essere in grado di “leggere” ed interpretare i problemi in tutti i settori in cui opera…. E soprattutto, oggi – per chi si appresta a scegliere il proprio percorso di studi universitari – una strada che offre opportunità interessanti in termini di sbocchi lavorativi.
Il pensiero comune associa la statistica ai polli di Trilussa (seconno le statistiche d’adesso risurta che te tocca un pollo all’anno: e, se nun entra ne le spese tue, t’entra ne la statistica lo stesso perche’ c’e’ un antro che ne magna due ) o alle notizie allarmanti dell’Istat che dichiara quanto siamo più vecchi e più poveri! In pochi sanno che la statistica crea lavoro.
Il 96.2% dei laureati in Statistica (a tre anni dalla laurea) lavora ed ha uno stipendio medio netto di circa 1500 euro. E’ quello che dice, nell’ultimo rapporto, il consorzio AlmaLaurea che ogni anno realizza l’indagine su Profilo e Condizione Occupazionale dei Laureati. Solo Ingegneria sembra offrire di più.
Nel 2009, Hal Varian, economista di fama mondiale presso l’Università della California e consulente di Google, in un’intervista rilasciata al The New York Times, nel rivolgersi alle nuove generazioni di studenti affermava: “il lavoro più sexy nei prossimi dieci anni sarà quello dello statistico. La gente pensa che stia scherzando, ma l’abilità di prendere possesso dei dati, essere capace di capirli, elaborarli, estrarne il significato, visualizzarli e comunicarli sarà immensamente importante nei prossimi decenni.”
Quella che sembrava a molti solo una visionaria profezia rappresenta oggi una concreta opportunità di carriera che non stupisce gli addetti ai lavori da sempre impegnati a diffondere il pensiero e il metodo statistico e ad informare le nuove generazioni del ruolo strategico di una nuova figura professionale, quella dello statistico/data scientist. Proprio queste due figure occupano i primi due posti nella classifica dei lavori migliori (in base al guadagno e le potenzialità di crescita) pubblicata su CareerCast.com nel rapporto del 2016.

La statistica ha oggi assunto una tale rilevanza da esser considerata l’unico strumento scientifico che consente di prendere decisioni in condizioni di incertezza e ridurre il rischio di incorrere in scelte errate: nuove terapie in medicina vengono applicate solo se il test statistico le valida, il riconoscimento di un assassino tramite il DNA è solo un’applicazione di un calcolo statistico, le previsioni dei futuri scenari in finanza, ambiente e marketing, per citarne alcuni, si basano sul calcolo delle probabilità. La figura dello statistico è quindi indispensabile in tutti i settori.

“Il bello di essere statistici è che si può giocare nel giardino di tutti gli altri”, diceva J.W.Tukey, matematico americano, poiché lo statistico ha le competenze e gli strumenti per affrontare i problemi in tutti i settori in cui opera: governo e pubblica amministrazione, imprese e industria, marketing, finanza e assicurazioni, biologia e medicina, ambiente ed energia, telecomunicazioni, e molti altri. Una sorta di moderno mago dei numeri che opera con metodo scientifico-sperimentale, ben lungi dalla vaga e arcaica immagine di ufficiale d’anagrafe che incolonna numeri su registri e carte polverose!

Siamo nella terza rivoluzione industriale: l’era digitale. Web, GPS, nanosensori, carte di credito, genomica, dati ad alta frequenza in finanza rendono oggi possibile raccogliere enormi quantità di dati e serve un esperto che trasformi queste informazioni in conoscenza. E questo esperto è lo statistico o data scientist. Bisio, Amministratore delegato di Vodafone, dichiara: “C’è il data scientist tra le professioni del futuro! Lo sviluppo digitale necessita di nuove competenze. Una grande sfida per le aziende è ricavare da grandi quantità di dati un’informazione significativa.”
Quanti dati in un minuto? Qualche esempio: 2 milioni di ricerche in Google; 41mila post e 1,8 milioni di “mi piace” in Facebook, 204 milioni di email spedite in media, 571 nuovi siti internet, 72 ore di video caricate su YouTube, 278mila tweet etc… Saper trarre informazioni fruibili da questa enorme mole di dati utilizzando il metodo statistico è la nuova sfida che può tramutarsi in opportunità per i laureati che sapranno offrire le competenze giuste ed al passo coi tempi!

L’Università della Calabria offre un corso di laurea triennale in Statistica per l’Azienda (SperA) ed uno di laurea Magistrale in Statistica e Informatica per le Decisioni e le Analisi di Mercato (SIDAM). Tra i pochi in Italia, essi mirano alla formazione di esperti statistico-informatici, ovvero figure professionali caratterizzate da un’avanzata conoscenza della metodologia statistica e degli strumenti informatici e in possesso di competenze operative/abilità pratiche indispensabili per la gestione e il trattamento statistico di grandi quantità di dati a supporto dei processi decisionali di enti, organizzazioni ed aziende, nonché dei policy makers. Inoltre, la formazione, declinata nell’ambito delle analisi di mercato, consente al laureato di affiancare manager aziendali nell’individuazione di soluzioni e strategie nelle politiche di marketing connesse al mercato dei beni e dei servizi.

Gli studenti che intendono iscriversi al Corso di Laurea in SperA e SIDAM non corrono alcun rischio di esserne esclusi. Infatti, il bando di ammissione prevede al massimo 75 e 60 studenti da immatricolare e le richieste di iscrizione non hanno mai superato i posti messi a bando. La causa principale è da ricercare nella scarsissima conoscenza, tra studenti, famiglie e insegnanti, dei notevoli sbocchi professionali che si prospettano a chi consegue una laurea nelle discipline statistiche. A ciò si aggiunge la scarsa informazione, anche tra gli studenti potenzialmente più interessati e motivati, dell’attivazione dei Corsi di Laurea presso l’Unical. Tutte le informazioni sulle pagine dedicate  www.desf.unical.it/Lstatistica e www.desf.unical.it/LMstatistica, oppure sulla pagina web del Dipartimento di Economia, Statistica e Finanza www.desf.unical.it (nuova offerta formativa 2016-2017).

L’importanza di un percorso di studio in statistica non è certamente sfuggito al Ministero dell’Istruzione (MIUR). Infatti, il Corso di Laurea Triennale in SperA rientra nel Piano Nazionale Lauree Scientifiche. E’ pertanto considerato uno dei corsi di studio di particolare interesse nazionale e comunitario per i quali il MIUR ha previsto un fondo speciale finalizzato al rimborso parziale delle tasse e dei contributi dovuti dagli studenti iscritti. Inoltre, le aziende hanno vantaggi fiscali ad assumere statistici.

Dal 24.1.2014 è, infatti, operativo il credito di imposta per assunzioni a tempo indeterminato di personale in possesso di una laurea magistrale in discipline tecnico-scientifico (quella di Statistica è inclusa), purché impiegate in attività di Ricerca & Sviluppo.

….Allora? cosa farò da grande? Senza dubbio lo statistico!

Commenta

ti potrebbe interessare anche...

pubblicità